Domenica, 19 Settembre 2010 23:07

Intervista Fabio Palumbo

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Quali sono oggi gli strumenti che le piccole e medie imprese possono adottare per uscire dalla crisi?

Per tutte le PMI il minimo comune denominatore per uscire dalla crisi è rappresentato dalla spinta verso l’innovazione sia sui servizi che sui prodotti quindi, la realizzazione di nuovi investimenti e la riorganizzazione della struttura. Dal punto di vista più strettamente finanziario, particolarmente interessanti risultano le iniziative poste in essere da alcune istituzioni nazionali. Si pensi per esempio all’accordo tra ABI e CDP che ha riconosciuto un plafond iniziale di 3 miliardi alle banche che aderiscono all’iniziativa, al fine di concedere finanziamenti alle PMI. Questi ultimi avranno durata superiore ai 12 mesi e saranno concessi al fine di finanziare iniziative relative a investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione a esigenze di incremento del capitale circolante (anche nella forma di leasing finanziario). Oppure, si pensi all’aiuto che può derivare dalla moratoria dei debiti delle PMI sancita dall’accordo tra ABI, Confindustria, Ministero dell’Economia. 

In particolare oggi, facendo riferimento alle Pmi che caratterizzano maggiormente il tessuto economico italiano, l’ottenimento di capitale di rischio è molto difficoltoso. Quali alternative possono essere utilizzate per aziende in cerca di capitali? Finanza agevolata? Quali sono i pro e i contro di ciascuna delle alternative presentate?

A. IPO

Io credo invece che l’ottenimento di capitale di rischio rappresenta proprio una delle alternative messe a disposizione delle piccole e medie aziende italiane. Il ricorso a tale tipo di strumento è stato anche favorito dall’introduzione di due nuovi mercati dei capitali: MAC e AIM Italia. VANTAGGI: 1. superare il problema della sottocapitalizzazione delle imprese; 2. ottenere una valorizzazione della propria società, senza perderne il controllo, riconosciuta sul mercato con conseguente incremento di potere contrattuale verso clienti e fornitori; 3. avere una way out graduale di un investimento; 4. visibilità che altrimenti non si avrebbe.

SVANTAGGI: più che di svantaggi si può parlare di remore da parte delle PMI a intraprendere questo percorso: 1. scarsa propensione ad aprire il proprio capitale a terzi (la maggior parte delle PMI sono a conduzione familiare) 2. porre in essere tutta una fase di preparazione che richiede alcuni adempimenti a cui la maggior parte delle PMI non sono abituate (certificazione dei bilanci, redazione bilanci IAS compliance, ecc) 3. costi non trascurabili; 4. maggiore trasparenza e comunicazioni periodiche richieste.

B. FONDI DI PRIVATE EQUITY

VANTAGGI: 1. reperire oltre che le risorse finanziarie, anche le capacità manageriali 2. possibilità di essere inseriti in un network su cui poter effettuare economie di scala SVANTAGGI: 1. presenza nella governance di uno o più rappresentanti del private equity; 2. la società deve operare in settori non maturi, particolarmente attraenti e con un elevato livello di redditività. Ovviamente non tutte le PMI italiane operano in settori distinti da tali caratteristiche; 3. accordi stringenti per la way out.

C. FINANZA AGEVOLATA

VANTAGGI: 1. reperimento delle risorse a condizioni agevolate sia in termini di tasso che di piano di rimborso 2. esatta definizione del progetto da finanziare quindi si richiede alla PMI una certa propensione alla realizzazione di documenti programmatici SVANATGGI: 1. appartenenza geografica a determinate zone obiettivo; 2. i bandi per l’accesso a tali fonti risultano particolarmente complessi al punto tale che buona parte delle domande non vengono accolte in quanto presentano errori di compilazione (legati alla difficile interpretazione dei requisiti richiesti)

Quali sono i multipli delle transazioni più recenti?

Il mercato è tornato su multipli che hanno bisogno di una leva elevata? Per esempio i multipli di Borsa girano su dei valori inferiori rispetto a quelli del 2007. Ciò è legato ai migliori risultati conseguiti dalle società nel periodo pre crisi. Attualmente i multipli per i settori tradizionali sono intorno a 5x EBITDA anche per il fatto che a causa della crisi del sistema creditizio, la leva utilizzabile non si avvicina più a quella passata (fino a circa 80%). Di conseguenza, il ricorso alla leva non può tornare ai livelli dei tempi passati: la stretta creditizia ha comportato scarsa liquidità messa a disposizione dal sistema finanziario e condizioni di accesso più restrittive per le imprese. Proporre ai creditori una rimodulazione del debito/credito sulla base di un business plan attendibile costruito sulla base di principi prudenziali

Le operazioni di investment banking oggi quali strumenti privilegiano?

Quanto in percentuale contano gli underwriting nazionali ed internazionali (prestiti obbligazionari, aumenti di capitale). 

L’Italia come si colloca nel panorama delle operazioni cross border?

A livello di società italiane gli underwriting internazionali possono avere ad oggetto le grandi società (ENEL, ENI, ecc) mentre gli aumenti di capitale effettuati da piccole e medie imprese possono essere oggetti di sottoscrizione da parte degli underwriting nazionali.

Quali strumenti tecnologici potrebbero essere implementati per agevolare le attività degli operatori della finanza straordinaria?

Per esempio l’idea avuta da finanza straordinaria di creare una sorta di piattaforma dove inserire i deal è senza dubbio valutata positivamente da operatori del settore. In alternativa si potrebbero creare dei database che oltre ad offrire opportunità di business (favorendo l’incontro tra i diversi professionisti) raccolgano tutte le informazioni relative alle operazioni andate a buon fine come per esempio valore del deal, % acquisita, prezzo pagato, settore, dimensione del target e dell’acquiror, ecc con particolare focus alla situazione italiana.

Lei conosce le vdr, cosa pensa di questo strumento? Il mercato italiano può dimostrare fiducia in strumenti diversi dalla data room fisica ma più efficienti?

Si conosco le virtual data room e ne abbiamo fatto già ricorso per la conclusione di alcuni deal. Sicuramente è un servizio efficace ed efficiente che riduce tempi e distanze.

Finanzastraordinaria.it promuove unitamente ad Iban il premio Start up your dream. Quali consigli darebbe a giovani imprenditori che oggi volessero intraprendere un percorso di start up?

Business plan (regole vincenti), scounting del finanziamento, strategia. Di avere innanzitutto una chiara idea del business da realizzare e una perfetta conoscenza del mercato/territorio nel quale si decide di operare (quindi redazione di un business plan particolarmente analitico e improntato a principi di prudenza, redatto attraverso l’ausilio di validi consulenti). Successivamente rivolgersi alle “strutture” più adatte (magari lo stesso consulente che ha dato supporto nella redazione del business plan) al fine di venire a conoscenza di tutte le informazioni riguardo a come reperire i finanziamenti, beneficiare della finanza agevolata, sfruttare delle particolari iniziative imprenditoriali promosse per esempio a livello provinciale/regionale, ecc.

Relativamente al panorama attuale il mercato M&A in Italia può effettivamente dichiararsi in ripresa?

Il 2008 si è chiuso con un numero delle operazioni portate a termine pari a 495 (contro le 459 del 2007). Questo aumento, è da imputarsi principalmente alle operazioni estero su Italia. Il controvalore di tali operazioni risulta inferiore rispetto al controvalore delle operazioni del 2007.Dal 1 gennaio 2009 al 19 ottobre 2009 sono state annunciate 616 operazioni di cui ne sono state completate 582. Il controvalore totale di tali operazioni è stato pari a 15,3 miliardi di euro. Se ne deduce che i deal conclusi in termini di volumi sono cresciuti rispetto ai periodi precedenti ma è notevolmente sceso il loro controvalore. Si è passati da operazioni con un forte utilizzo della leva a operazioni attuate da imprese di medio e piccole dimensioni (desiderose di crescere per vie esterne). Inoltre, 498 operazioni sono state realizzate da Acquiror italiani. (FONTE: Dealogic)

MultipliDi seguito le prime 15 operazioni (in termini di deal value) del 2009, che da sole raggiungono gli 11 miliardi di euro. (FONTE: Dealogic).

In caso si dovesse intervenire in un percorso di ristrutturazione del debito, quali sarebbero secondo lei oggi le soluzioni migliori?

Proporre ai creditori una rimodulazione del debito/credito sulla base di un business plan attendibile costruito sulla base di principi prudenziali

Le operazioni di investment banking oggi quali strumenti privilegiano? Quanto in percentuale contano gli underwriting nazionali ed internazionali (prestiti obbligazionari, aumenti di capitale). L’Italia come si colloca nel panorama delle operazioni cross border?

A livello di società italiane gli underwriting internazionali possono avere ad oggetto le grandi società (ENEL, ENI, ecc) mentre gli aumenti di capitale effettuati da piccole e medie imprese possono essere oggetti di sottoscrizione da parte degli underwriting nazionali.

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